lunedì 13 aprile 2015

Guido, 4 aprile 2015

Era il 4 aprile e le tre fatine stavano aspettando.

“Ma è presto! Manca ancora una settimana – disse la fatina Zuccherosa –
io vado a comprare qualche regalo, tanti tanti dolci!” e uscì dalla porta.
“Solo una settimana? Mamma mia, devo correre dalla parrucchiera per farmi bella – e anche la fatina Vanitosa se ne andò in fretta.
La fatina della Pace, rimasta sola, si addormentò.

A un tratto – era passato da poco il mezzogiorno – fu svegliata di colpo:
un neonato piangeva, le sorelline gridavano di gioia, mamma Cri e papà Mec sorridevano stanchi e felici,
nonni, zii e amici si telefonavano allegri: “E’ nato Guido!!!”.
Ancora assonnata, la fatina non capiva: “Ma non doveva essere una bambina? E non doveva nascere fra una settimana?
Adesso cosa faccio? Le altre fatine mi hanno lasciata sola …”

Guardava Guido e la sua mamma, abbracciati stretti stretti, e capì 
che il mondo, il mondo intero era tutto lì.
E le sembrò che adesso nel mondo la luce fosse diventata più forte:
le stelline della coroncina che le fermava i lunghi capelli 
le stelline con i colori dell’arcobaleno – lei era la fatina della Pace –
brillavano di una luce nuova.

Prese allora la stellina verde, quella della speranza, e la mise sulla fronte del piccino:
“Per te sia sempre primavera, bambino bello, corri sui prati,
respira i profumi del bosco, guarda in avanti e scopri la gioia”.
Poi prese la stellina gialla, la sollevò alta come un sole:
“La tua vita sia piena di luce e di calore, porta questa stella
dov’è ancora buio, in tutti gli angoli del mondo”.

Mise nel lettino anche le stelline azzurra e blu:
“La tua anima voli sempre in alto, nell’immensità del cielo
ma sappia anche essere profonda, come gli abissi del mare”.

La fatina cercò infine tra i capelli, poi vide che la luce rossa dell’ultima stellina 
pulsava tra il cuoricino di Guido e quello della sua mamma
e la fatina si commosse, perché aveva visto l’amore.


“Il mondo – pensò – ora avrà un altro costruttore di pace!”