venerdì 2 aprile 2010

Auguri per una nuova, rinnovata Pasqua

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti; egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.

Pane.
L'abbiamo mangiato, seduti per terra, nel villaggio di At-Tawi.
Offerto da ragazze sorridenti, figlie di pastori. Cotto dalle loro mamme sulla brace.
Il pane di gente umile, ogni giorno intimorita dall'esercito occupante, vessata dai coloni, dimenticata dal proprio governo.
Il pane di splendidi giovani di varie nazioni, che sono lì, nella terra di Palestina, a condividere la resistenza e la speranza.
Abbiamo conservato un po' di questo pane per l'ultima celebrazione, a Belemme.
In questi giorni, quando ci sentiamo umiliati dallo stillicidio di squallide notizie,
pensiamo a quel pane.
E guardiamo avanti.

Una felice Pasqua da
Annapia e Claudio